CAPIRE COME FUNZIONA LA MENTE COGNITIVA COME AUTO-ORGANIZZAZIONE NEL FLUSSO CONTINUO DI INFORMAZIONI E SENSAZIONI CHE TRANSITANO E SI ANIMANO NEL NOSTRO CERVELLO , E’ UN COMPITO A CUI LA SCIENZA MECCANICA HA DI FATTO RINUNCIATO, MA CHE OGGI RIEMERGE IN MODO PROROMPENTE E PRESSANTE, CHE PERTANTO COMPORTA UNA PROFONDA REVISIONE DEI LIMITI CONCETTUALI FIN QUI STORICAMENTE ACQUISITI .
La scienza meccanica ha attuato una netta ma arbitraria separazione tra “soggetto ed oggetto” al fine di evidenziare la oggettività del mondo macroscopico osservato. Di conseguenza proprio l’aver focalizzato l'attenzione sugli oggetti anziché sulle modalità cerebrali della percezione, la scienza meccanica, cosi come è nata in relazione allo sviluppo della società industriale, ha escluso sistematicamente il fatto che la effettiva funzionalità del cervello, che ci permette l’osservazione, viene a dipendere dalla sua strutturazione genetica ed inoltre dalla formazione creativa della mente. E’ quindi possibile favorire una più cosciente revisione della funzionalità del sistema “mente/cervello” per affinare la fondamentale abilita scientifica di previsione cognitiva.
Tale obiettivo e raggiungibile modificando i precedenti criteri di significazione della simulazione percettiva degli eventi attuata dal cervello umano. Infatti la percezione cerebrale per sua natura non può mai rispecchiare fedelmente la realtà, dato che il cervello di fatto crea solo un facsimile di una realtà antropomorfa, che ora può assumere un valore storicamente più adatto a favorire le effettive potenzialità evolutive di interpretazione e di comunicazione del cervello umano.
Sottolineiamo pertanto che l’impostazione cognitiva della scienza meccanica ha condotto ad assumere un atteggiamento mentale che in sintesi può essere classificato come "realismo ingenuo", poichè tende a far considerare ogni tipologia di percezione, come una mera registrazione sensoriale, inducendo un comune senso, secondo cui le immagini ed i suoni corrispondono fedelmente alla realtà fisica esterna , come fossero un filmato di fotogrammi ovvero una traccia di suoni impressa su nastro magnetico.
Diversamente il cervello è una struttura oggettiva, la quale realizza, tramite l’elaborazione di simulazioni cerebrali, sia la visione di immagini e colori che l’udibilità di suoni e delle altre percezioni sensoriali le quali vengono ad esprimersi come sensazioni interiorizzate. Quest’ultime non sono quindi il risultato di un semplice riconoscimento, basato sulla rispondenza biunivoca tra la realtà fisica esterna ed il vissuto percettivo. Infatti il cervello, guidato dagli stimoli sensoriali e dai processi mnemonici, di fatto costruisce “attivamente” le immagini ed i suoni che percepiamo, dandone in seguito una interpretazione significativa nel quadro storico delle concezioni acquisite.
Ciò che vediamo e sentiamo è frutto di una simulazione cerebrale di cui oggi iniziamo ad intravedere il funzionamento dinamico, anche per mezzo della spettroscopia di risonanza magnetica funzionale (FNMR). Pertanto per capire come il cervello abbia una funzione attiva nel produrre immagini e suoni, dobbiamo in prima istanza evitare di ritenerlo un semplice ricettore passivo di stimoli sensoriali, proprio perchè diversamente da un computer esso opera attivamente come un sistema “auto-organizzato” di impulsi nervosi (spikes ovvero quanti di onde cerebrali), necessari per procedere nell’indagine selettiva dell’informazione proveniente dagli stimoli bioelettrici provenienti dai sensi.
L’azione attiva del cervello nel selezionare l’informazione traducibile in simulazioni visive ed auditive, è stata dimostrata ad esempio dagli studi sulla “non casualità dei movimenti saccadici” del bulbo oculare, i quali vengono predeterminati dal cervello in base ad una azione di “auto-stimolazione” cerebrale proprio allo scopo di prevedere la rispondenza dei dati sensoriali visivi con le mappe–spazio-temporali, che predispongono l’attivazione delle zone cerebrali più adatte a definire l’effettiva percezione visiva.......
Note:
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